Novità di marzo 2009
Diritto civile – Cancellazione dall’elenco dei protesti
Le Sezioni unite civili di Cassazione, con pronuncia del 25 febbraio scorso, la n. 4464, hanno chiarito che, qualora la Camera di commercio si rifiuti la cancellazione del nome del debitore che ha estinto la propria obbligazione dall'elenco dei protesti, questo potrà rivolgersi al giudice di pace affinché provveda direttamente alla detta cancellazione. In ogni caso, però, il debitore deve fornire una prova specifica dell'avvenuto adempimento non essendo sufficiente una prova testimoniale.
Diritto societario – Cessione quote srl
A partire dal prossimo 30 marzo, gli amministratori, in caso cessione di quote di Srl, non dovranno più provvedere all'iscrizione sul libro del nominativo dei nuovi acquirenti, cessando, così, la loro funzione di "filtro" nel caso di violazioni statutarie. Saranno quindi le parti ed il professionista che provveda al trasferimento delle quote i responsabili per le eventuali violazioni delle clausole statutarie di prelazione e gradimento.
Con l'abrogazione del libro soci quindi - prevista dall'art. 16, della legge 2/2009 - tutti gli effetti che il codice civile imputava alla trascrizione dei dati nello stesso si andranno a determinare con il deposito dell'atto presso il registro delle imprese.
Si segnala, tuttavia, che, secondo Unioncamere - nota n. 2453 dell'11 febbraio 2009 - gli effetti, in realtà, si produrrebbero non con il mero deposito ma con la trascrizione del trasferimento presso il registro delle imprese. Posizione questa, che presenta dei limiti giuridici essendo in netto contrasto con un'interpretazione letterale del novellato comma 1° dell'art. art. 2470 c.c., il quale demanda gli effetti del trasferimento al mero "deposito".
Altra conseguenza che deriva dalla cancellazione del libro dei soci è che, per l'assunzione dello "status socii", non sarà più necessario chiedere all'amministratore, sulla base di un contratto che legittimi la proprietà della partecipazione, di trascrivere il proprio nominativo nel libro soci, ma sarà richiesto all'acquirente unicamente di dimostrare di essere in possesso del contratto di acquisto e della ricevuta dell'avvenuto deposito dello stesso al registro delle imprese. Il deposito assumerà di fatto una funzione di "pubblicità costitutiva" nei confronti della società, dispiegando i suoi effetti anche in assenza della successiva pubblicazione presso il registro delle imprese.
In ogni caso, come si evince anche dal testo di una recente e condivisibile massima emanata dal notariato di Milano (n. 115), l'abolizione dell'obbligo di tenuta del libro soci non ne impedisce la facoltativa adozione per scelta statutaria. Per i notai, infatti, gli statuti possono continuare a subordinare l'efficacia della cessione di quote nei confronti della società e l'esercizio dei diritti sociali a un momento successivo rispetto al deposito presso il registro delle imprese, che può certamente essere individuato nella trascrizione dell'acquirente nel libro soci facoltativamente istituito o mantenuto.
Diritto del lavoro – Niente licenziamento in caso di insulti al superiore
E' illegittimo il licenziamento seguito alla reazione istintiva, concretizzata in frasi ingiuriose e minacciose rivolte al capo. I giudici della Cassazione hanno ritenuto le espressioni usate dal dipendente "effetto di una reazione emotiva e istintiva del lavoratore ai rimproveri ricevuti, con ciò escludendone l'ascrivibilità a un'ipotesi di vera e propria insubordinazione e, comunque, la particolare gravità contrattualmente richiesta per potersi fare applicazione della sanzione espulsiva" (sentenza 6569 del 19 marzo 2009).
Diritto civile – Legittima la costituzione in giudizio per posta
Le Sezioni unite civili della Cassazione, con sentenza n. 5160 del 2009, hanno sancito la validità della costituzione in giudizio qualora la comparsa di costituzione sia stata inviata per posta alla Cancelleria. In questi casi, il deposito assume efficacia nel momento della ricezione dell'atto da parte del cancelliere. La Cassazione, in particolare, ha accolto il ricorso presentato dal ministro dell'Interno contro una decisione del Giudice di pace, confermata anche dal Tribunale, con la quale era stata dichiarata l'inammissibilità di una costituzione tramite posta, giudicata "irrituale e giuridicamente inesistente".
Diritto commerciale – Concorrenza sleale attraverso il link al marchio
In materia di marketing online, il Tribunale di Milano, con sentenza n. 3280 del 2009, ha spiegato che aprire il link sponsorizzato a nome di un altro marchio equivale ad agganciare il sito al marchio altrui e a sfruttare l'indubbia notorietà del segno.
