Novità di novembre 2008
Sommario
Diritto societario – Le mosse giuste per il passaggio delle quote di Srl
Diritto civile – Quando l'inquilino riconosce idoneo l'immobile
Privacy – Fotografie
Appalti pubblici – Se manca il business plan l'esclusione dalla gara è legittima
|
Diritto commerciale – Sì al risarcimento solo se c'è il vantaggio Diritto tributario – Cessione d'azienda, basta la "potenzialità" Diritto civile – Contratti preliminari, attenzione alla prelazione Diritto civile – Amministratore contro le cure non desiderate Diritto del lavoro – Il dipendente malato non giochi a golf Diritto societario – Il Cda uscente non può "suggerire" Diritto civile – Freno ai danni esistenziali Diritto societario – I movimenti infragruppo non salvano dal crack |
Diritto societario – Le mosse giuste per il passaggio delle quote di Srl |
|
Con i chiarimenti operativi della circolare 58/E/2008, della circolare 14288/2008 di Unioncamere e delle circolari 5/IR e 6/IR del 2008 diffuse dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, la procedura di registrazione telematica dell'atto di cessione delle quote di Srl ha trovato tutte le indicazioni operative che vengono riassunte ed esaminate in questo articolo. Le fasi della gestione della pratica prevedono: - l'attività preliminare, fase in cui il commercialista dovrà acquisire le deleghe da parte dei clienti per registrare l'atto presso l'ufficio, inviarlo all'ufficio delle imprese e ottenere il rilascio della smart card per la firma digitale dei soggetti coinvolti; - il ritiro della smart card; - la redazione dell'atto di cessione, la trasformazione dello stesso in file immodificabile e la successiva sottoscrizione da parte dei contraenti con marcatura temporale (l'unica data rilevante dell'atto con estensione .m7m); - la registrazione, fase che prevede la presentazione di vari documenti e dell'atto firmato digitalmente su cd o dvd e copia cartacea; - conversione della copia cartacea registrata alle Entrate in file .pdf/A; - registrazione telematica tramite Fedra plus (modello S6) al Registro delle imprese entro il termine di trenta giorni dalla data di marcatura temporale dell'atto. |
Diritto civile – Quando l'inquilino riconosce idoneo l'immobile |
|
Secondo la Cassazione (sentenza n. 8303 del 2008), qualora il conduttore abbia riconosciuto, nel testo di un contratto di locazione di immobile adibito ad uso diverso, che il bene locato era idoneo all'uso pattuito, e abbia esonerato il locatore da ogni inadempienza, è irrilevante la sussistenza di vizi conosciuti o conoscibili da parte del medesimo conduttore. Dovrà, pertanto escludersi, in tali casi, la risoluzione del contratto, poiché, in base alla relativa valida clausola contrattuale, è rimessa alla diligenza del conduttore la constatazione dei detti vizi e all'autonomia delle parti la valutazione dei vizi che non rendono impossibile il godimento del bene. |
Privacy – Fotografie |
|
Il Garante della privacy, intervenendo in una vicenda in cui una donna sottoposta ad intervento chirurgico aveva chiesto invano ai medici di ottenere le foto scattate prima e dopo il lifting, ha precisato che è un diritto del paziente poter accedere a tutti i dati personali che lo riguardano, in qualunque documento siano contenuti. L'interessato, inoltre - continua l'Autorità - non è tenuto a fornire alcuna giustificazione in merito alla sua richiesta. Con altro provvedimento il Garante ha invece sanzionato un gestore telefonico per non aver fornito all'Autorità le informazioni e documenti richiestigli a seguito della segnalazione di una signora che lamentava di ricevere telefonate da parte di un sistema automatizzato del gestore, senza che le fosse stato preventivamente chiesto il consenso. |
Appalti pubblici – Se manca il business plan l'esclusione dalla gara è legittima |
|
Con la sentenza n. 4964 dell'8 ottobre 2008, il Consiglio di stato, ha chiarito che, qualora il progetto tecnico presentato dall'aggiudicatario di un appalto pubblico risulti privo del prescritto business plan, ossia il piano di sostenibilità economico-finanziaria, la sua esclusione dalla gara è pienamente legittima. Nel caso esaminato, il Consiglio ha confermato l'annullamento di un provvedimento per l'aggiudicazione di un appalto nei confronti di una società che non aveva assolto all'onere imposto ai concorrenti ma si era semplicemente limitata ad assicurarne la stesura. |
Diritto commerciale – Sì al risarcimento solo se c'è il vantaggio |
|
Il Tribunale di Bologna, con ordinanza n. 70/08, ha precisato che la domanda di risarcimento dei danni avanzata da un'impresa per aver subito una condotta concretatasi in concorrenza sleale (imitazione servile di prodotti), non può essere accolta senza la dimostrazione di una contrazione delle vendite o del fatturato e di un riscontro probatorio su cui fondare una valutazione equitativa. |
Diritto tributario – Cessione d'azienda, basta la "potenzialità" |
|
Nel momento in cui il cedente e il cessionario concordano il trasferimento di un complesso organico di beni dotato di una attitudine, anche solo potenziale, alla produzione di beni e servizi, l'operazione dovrebbe configurarsi come una cessione d'azienda e come tale deve essere soggetta all'imposta di registro e non all'Iva. Ciò, indipendentemente dal fatto che all'atto della cessione del complesso aziendale esso sia utilizzato per l'esercizio di un'impresa oppure utilizzato dal cedente per la propria utilità. Questo è il principio sancito dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 24913 del 2008. Il caso trae origine dal trasferimento di proprietà di un complesso immobiliare - costituito da un ampio terreno confinante con un arenile del demanio marittimo, sul quale esistevano fabbricati di varie dimensioni - che una società di diritto belga ha ceduto ad una società nostrana. Al momento della cessione, la società belga ha emesso fattura con applicazione dell'Iva e la società italiana cessionaria ne ha sostenuto il costo e portato in detrazione la relativa imposta. A seguito di un controllo da parte dell'Amministrazione finanziaria, la società italiana ha dovuto effettuare una rettifica dell'Iva detratta, in quanto il Fisco ha ritenuto che oggetto della cessione non erano i singoli beni, ma l'intera azienda e come tale doveva essere assoggettata all'imposta di registro e non all'Iva, in virtù del principio di alternatività tra i due tributi. I giudici di merito hanno, così, osservato che affinché il trasferimento abbia ad oggetto un'azienda occorre fare riferimento alla "causa reale del negozio" e all'attitudine o potenzialità produttiva del complesso che si cede. L'attitudine, inoltre, prescinde anche dal fatto che sul complesso di beni l'esercizio di un'impresa sia attuale, essendo sufficiente, appunto, l'attitudine potenziale all'utilizzo per un'attività d'impresa. Allo stesso modo, è irrilevante che il cedente abbia mai esercitato impresa attraverso quella specifica azienda. |
Diritto civile – Contratti preliminari, attenzione alla prelazione |
|
La Cassazione, con una sentenza di quest'anno, la n. 5502, ha precisato che, poiché con la stipula di un contratto preliminare di vendita di un immobile locato è chiaramente manifesto l'intento di vendere del locatore, è da questo momento che sorge, a carico dello stesso, l'obbligo della comunicazione al conduttore, ai sensi dell'art. 38 della legge n. 392 del 1978, da eseguirsi con atto notificato contenente tutte le indicazioni sulle condizioni di vendita; e ciò anche se, in base alle statuizioni, il contratto definitivo debba essere stipulato successivamente alla cessazione del rapporto di locazione. |
Diritto covile – Amministratore contro le cure non desiderate |
|
Il giudice tutelare di Modena, con un provvedimento del 5 novembre 2008, ha delegato la moglie di un uomo, perfettamente sano, a sostituirsi allo stesso, come amministratrice di sostegno, nelle scelte mediche da effettuare il giorno in cui l'uomo non dovesse essere più in grado di esprimere un rifiuto alle terapie. Qualora, poi, la moglie non potesse eseguire la volontà del marito, il ruolo passerebbe alla figlia. Secondo il giudice modenese, anche se l'istituto dell'amministrazione di sostegno è mirato a tutelare esclusivamente i soggetti in difficoltà, la normativa non richiede come requisito l'attualità dello stato di incapacità del beneficiario. Inoltre, la Costituzione, nel tutelare la salute come diritto dell'individuo, salvaguarda anche il rifiuto e la volontà interruttiva di "ipotetiche terapie salvifiche". |
Diritto del lavoro – Il dipendente malato non giochi a golf |
|
Con sentenza n. 26560 del 2008, la Cassazione ha accolto il ricorso avanzato da Telecom contro la decisione dei giudici di Appello con cui un impiegato, sorpreso sul campo da golf nel periodo di malattia, era stato reintegrato nel posto di lavoro. |
Diritto societario – Il Cda uscente non può "suggerire" |
|
Risulta contraria all'art. 148 del Tuf (testo unico sull'intermediazione finanziaria) la clausola statutaria che attribuisca al consiglio di amministrazione uscente la possibilità di presentare una lista per la nomina del collegio sindacale. E' quanto affermato dalla Cassazione con una sentenza del 2007, la n. 19160, nel cui testo è precisato che, a tali condizioni, i posti disponibili verrebbero coperti esclusivamente da parte di soggetti voluti dalla maggioranza e dall'organo rappresentativo, mentre non sarebbe garantita la presenza di membri scelti dalla minoranza. |
Diritto civile – Freno ai danni esistenziali |
|
Quattro pronunce di Cassazione, Sezioni Unite civili - dalla numero 26972 alla numero 26975 - per fissare, in tema di danno esistenziale (che appartiene alla categoria generale del danno non patrimoniale), il principio che poiché non esiste un diritto ad essere felici, lo stato di benessere, la serenità e la qualità della vita sono prerogative "immaginarie". Sia quindi bloccato il risarcimento di pregiudizi di dubbia serietà. Il monito ai giudici di pace, colpevoli di interpretazioni "fantasiose e a volte risibili", ha il significato di negare seccamente l'autonomia giuridica del pregiudizio esistenziale, risarcibile nella sola misura in cui sia conseguente alla lesione di un diritto inviolabile della persona. |
Diritto societario – I movimenti infragruppo non salvano dal crack |
|
La Cassazione, con sentenza n. 29546 del 22 ottobre scorso, ha precisato come non sia consentito il trasferimento di risorse infragruppo, ovvero tra società appartenenti allo stesso gruppo imprenditoriale, soprattutto quando questo venga effettuato a vantaggio di una società già in difficoltà economiche; tale tipo di trasferimento deve essere qualificato come vera e propria distrazione ai sensi dell'art. 216 della legge fallimentare in quanto le società, pur appartenendo allo stesso gruppo, sono persone giuridiche diverse e, pertanto, i creditori della società depauperata non possono rivalersi dei loro crediti inseguendo i beni ceduti da una società all'altra. |
