Novità di settembre 2009
Diritto del lavoro – parolacce in ufficio? Illegittimo il licenziamento.
Il dipendente che, in preda ad uno scatto d’ira, si lascia scappare qualche parola di troppo, non può essere licenziato. La Corte di Cassazione ha chiarito che il rapporto fiduciario tra l’azienda e il lavoratore non viene meno se il dipendente si rivolge malamente ad un collega, insultandolo. Nonostante tale comportamento sia riprovevole e volgare, può essere giustificato dal momentaneo stato di esasperazione in cui versa il lavoratore; di conseguenza, non è idoneo a pregiudicare “l’affidamento del datore di lavoro sul futuro corretto adempimento delle obbligazioni derivanti dal rapporto di lavoro”.
Diritto tributario- Fatture false? L’onere della prova spetta al Fisco
La Quinta Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 21317/2009) ha stabilito che è onere del fisco provare "che l'operazione commerciale, documentata dalla fattura", in realtà non è mai stata posta in essere. La Suprema Corte dispone infatti, che in tema accertamento delle imposte sui redditi, nell’ipotesi di costi documentati da fatture che l’amministrazione ritenga relative ad operazioni inesistenti, non spetta al contribuente provare che l’operazione ha avuto veramente luogo, bensì all’amministrazione finanziaria che adduce detta falsità.
Diritto civile- Appalto Obbligazione di custodia-consegna della cosa
La Seconda Sezione Civile della Cassazione (n. 20995 del 30 settembre 2009) ha affermato che l'obbligazione di consegnare una cosa determinata include anche quella di custodirla fino alla consegna, perciò risponde di inadempimento all'obbligazione accessoria di adeguata custodia - in relazione alla responsabilità per furto in cantiere edilizio – ed é, pertanto, tenuto al risarcimento dei danni, l’appaltatore che non dimostri di avere adottato tutte le precauzioni che le circostanze suggerivano, senza che possa rilevare l’avvenuta cessazione del rapporto principale di appalto, atteso che l’obbligo di custodia è correlato alla detenzione dei beni affidati all’appaltatore e non all’attualità del rapporto di appalto, al quale esso sopravvive.
Diritto Civile - contratti bancari. Cassette di sicurezza - obblighi e responsabilità della banca.
In tema di contratto bancario per il servizio delle cassette di sicurezza, la Terza Sezione della Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola negoziale che limiti il risarcimento del danno da parte della banca (nella specie, per furto) nell'ambito del valore massimo dei beni introdotti nella cassetta, pur se tale valore sia ragguagliato a vari livelli di canone, senza che sia evidenziato preventivamente il divieto per il cliente di custodirvi valori eccedenti il pattuito, integra un patto di esonero di responsabilità, il quale é nullo, ai sensi dell'art. 1229, primo comma, cod. civ., nell'ipotesi in cui il danno derivi da colpa grave della banca, senza che tale clausola possa influire sulla limitazione quantitativa del danno risarcibile sotto il profilo della prevedibilità del danno stesso.
