Novità di aprile 2009

Diritto civile – Danno esistenziale da fumo passivo

Il danno esistenziale fa ancora parlare di sè. Vanno infatti risarciti gli inquilini degli appartamenti che respirano il fumo passivo prodotto dai clienti dei locali pubblici, radunatisi all\'esterno per fumare.

È quanto si evince dalla sentenza della Cassazione n. 7875 del 31 marzo 2009 che, nonostante l’eliminazione del danno esistenziale come categoria autonoma firmata dalla Suprema corte a sezioni unite lo scorso novembre (sentenza n. 26972) , ha reso definitiva la condanna nei confronti del proprietario di un bar in cui si fumava troppo a risarcire i vicini del “danno esistenziale”, 10 mila euro.

Diritto tributario – Lease back infragruppo al capolinea

“Il contratto di leasing di beni ammortizzabili stipulati fra due società del medesimo gruppo realizza un abuso di diritto tributario”.

A bollare come elusiva una delle operazioni più usate nei gruppi di imprese è il nuovo approdo giurisprudenziale della Corte di cassazione che, con la sentenza n. 8481 dell’8 aprile 2009, non arresta l’onda delle decisioni pro fisco.

“L’elusione tributaria”, motiva Piazza Cavour, “e il connesso abuso di diritto si realizzano, nella fattispecie in esame, in quanto si riconosca rilevanza tributaria, come ha fatto esattamente il giudice di appello, all’unità sostanziale del gruppo società”.

Non basta. “L’abuso del diritto – si legge più avanti – è poi oggetto di un divieto che supera le limitazioni temporali che la società ricorrente vorrebbe far valere, perché esso ha fondamento in un principio costituzionale non scritto di divieto di utilizzazione di norme fiscali di favore per fini diversi da quelli per cui esse sono state create”.

Diritto civile - Sempre responsabili i prestanome dei conti bancari

Attenzione a fare i prestanome dei conti bancari gestiti da un familiare o da altri. Infatti chi si intesta un conto corrente ne risponde sempre personalmente verso gli illeciti fatti ai terzi, anche se completamente ignaro delle operazioni scorrette.
Con la sentenza n. 8127 del 3 aprile 2009 la Cassazione ha delimitato l’ambito di operatività dell’intestazione fiduciaria, sottraendo da questo istituto tutti i casi in cui, anche per motivi commerciali, ci si intesti il conto bancario di fatto gestito da un parente.

Diritto commerciale - Non bastano i controlli di routine per finanziarie le imprese

Le banche, quando finanziano le imprese, non possono limitarsi a fare i controlli di routine su bilanci e conti correnti. Gli istituti di credito perdono infatti gli immobili sui quali hanno fatto iscrivere ipoteca se i beni dell’azienda sono stati confiscati per traffici illeciti. L’unico modo per far valere tale ipoteca è quello di dimostrare di aver fatto verifiche particolarmente accurate.
Questo nuovo approdo giurisprudenziale è stato raggiunto dalla Corte di cassazione con una sentenza, la n. 15328 del 9 aprile 2009, destinata al servizio novità della Suprema corte.

Diritto del lavoro - Non sono mobbing gli scontri in ufficio contro un dipendente che ha difficoltà caratteriali

Non è mobbing il clima di conflitto e di scontro che capi e colleghi instaurano nei confronti di un lavoratore che ha difficoltà caratteriali.
A rendere ancora più difficile la possibilità di ottenere un risarcimento per mobbing è la Corte di cassazione con una sentenza depositata oggi (21 aprile 2009) dalla sezione lavoro.
Condividendo le ragioni della Corte d’Appello di Milano, che aveva negato l’esistenza delle vessazioni, la Suprema corte spiegato che pur “esistendo un clima di conflitto che si era determinato all’interno dell’azienda nei vari reparti in cui la lavoratrice aveva operato”, ciò andava ridimensionato soprattutto per via delle “responsabilità legate a problemi caratteriali della signora”.

Diritto del lavoro - Il dipendente in malattia non si riguarda? Può essere licenziato

Può essere licenziato il lavoratore in malattia che non si riguarda e fa delle attività che in qualche modo ritardano la sua guarigione e quindi il suo rientro in ufficio.
Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con una sentenza depositata oggi (21 aprile 2009) ha accolto il ricorso di un’azienda sanitaria che aveva licenziato un dipendente part-time perché sorpreso in attività extralavorative che avevano provocato un ritardo nella guarigione. “L’espletamento di altra attività lavorativa o extralavorativa – si legge nelle motivazioni – da parte del lavoratore durante lo stato di malattia è idonea a violare i doveri contrattuali di correttezza e buona fede nell’adempimento dell’obbligazione, posto che il fatto di guidare una moto di grossa cilindrata, di recarsi in spiaggia e di prestare una seconda attività lavorativa sono di per sé indici di scarsa attenzione del lavoratore alla propria salute ed ai relativi doveri di cura e di non ritardata guarigione, oltrechè dimostrativi del fatto che lo stato di malattia non è assoluto e non impedisce comunque l’espletamento di una attività ludica o lavorativa”.

Diritto del lavoro - Sicurezza: l’impresa paga anche per gli incidenti dei dipendenti incoscienti

Nuova stretta sulla sicurezza lavoro. Il datore è responsabile degli infortuni anche quando il dipendente è incosciente e fa manovre “non corrette”.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione, che ha accolto il ricorso di un lavoratore che si era fatto male mentre raccoglieva delle mele. L’uomo aveva messo la scala in un punto in cui i rami erano particolarmente alti e doveva sporgersi molto per raggiungerli.
Un motivo, questo, che aveva fatto ritenere alla Corte d’Appello di Trento che l’azienda agricola non aveva nessuna responsabilità per la rovinosa caduta.
Ma la Cassazione ha rovesciato il verdetto, applicando anche al caso della manovre “non corrette” dei lavoratori incoscienti un antico principio secondo cui la responsabilità dell’azienda per gli infortuni “è esclusa soltanto in caso di dolo o rischio elettivo del lavoratore, ovvero di rischio generato da un’attività che non abbia rapporti con lo svolgimento dell’attività lavorativa o che esorbiti in modo irrazionale dai limiti di essa, mentre l’eventuale colpa del lavoratore non è di per sé idonea ad escludere il nesso causale tra il verificarsi del danno e la responsabilità del datore di lavoro, sul quale grava l’onere di provare di avere adottato tutte le cautele necessarie per impedire il verificarsi del danno stesso”.

Diritto penale commerciale - Non è punibile la divulgazione dei segreti aziendali che non danneggia l’impresa

Non è punibile il dipendente che divulga i segreti aziendali (attività della società, le pianificazioni pubblicitarie, le relazioni per i clienti ed i preventivi). Ciò a meno che l’impresa non riesca a dimostrare che il flusso di informazioni alla concorrenza ha causato un danno concreto.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 17744 del 27 aprile 2009, ha annullato con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, la condanna nei confronti di tre dipendenti di una ditta di Firenze oltre a un risarcimento di 10mila euro.

Diritto societario – Compensazione di crediti e debiti del socio

L'obbligo del socio di conferire in danaro il valore delle azioni sottoscritte in occasione di un aumento del capitale sociale è un debito pecuniario che può essere estinto per compensazione con un corrispondente credito pecuniario nei confronti della società, anche a norma dell’art. 56 della legge fallimentare. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con sentenza n.6711 del 19 marzo 2009